Il Grande Parco

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Il Parco di Villa Paradaisos è uno dei pochi sopravvissuti tra i moltissimi che in questo magnifico territorio di “Sette laghi con la cornice ininterrotta di Alpi dal MonViso al Monte Rosa al Dom” vennero costruiti dai campioni della nascente industria e finanza lombarda per arredare le proprie Ville di delizia – consegnando ai fortunati abitanti di oggi quella che da allora verrà chiamata Città Giardino.

Già presente sulle mappe di Maria Teresa a fine ‘700, il Parco di due ettari e mezzo si affaccia a Sud in dolce declivio verso il panorama mozzafiato che ispirò Parini e Stendhal. Tre diverse famiglie – la prima svizzera, la seconda milanese, la terza italo-giapponese – si sono succedute nella proprietà e nell'impegno di progetto e di realizzazione di questo Parco, che oggi è considerato uno dei più belli tra quelli rimasti ancora in proprietà privata, sul territorio.

Il Giardino ai primi del Novecento ebbe tra i suoi designer alcuni tra i più famosi maestri europei, che crearono quegli effetti di sorpresa cari al gusto dell’epoca, così che ad ogni principale svolta dei viali e dei sentieri dai ciottoli variopinti, si offrisse una nuova prospettiva, un nuovo colpo d’occhio per cogliere i prati fioriti, le magnifiche aiuole, i sentieri alberati, i rocchi e i chioschi, le statue e le fontane, i preziosi alberi monumentali, nella cornice impareggiabile delle colline, della catena Alpina e dei laghi tutt'intorno.

Settant’anni dopo, il Parco ebbe un rifacimento radicale con l’aggiunta del Giardino Giapponese, un’opera d’arte portata da Tokyo uno dei maggiori Maestri giapponesi e dalla sua squadra; da un Roseto Monumentale che raccoglie esemplari da tutto il mondo; da essenze esotiche acclimatate nella Serra; da nuovi siti e percorsi che esaltano e potenziano le siepi di azalee-rododendri-camelie, lavanda-ibisco-dalie-begonie, dai sakura – i ciliegi giapponesi – dagli aceri giapponesi, dal laghetto, dal gazebo e le sue glicini.

Il Parco accoglie con uguale importanza non solo esseri umani, alberi e piante e anche una grande varietà di animali, che vi hanno fatto dimora da tempo o che vi si posano nei loro lunghi voli intercontinentali come le rondini o le poiane, o che sono parte stabile della famiglia, che ha allevato prima cani Collies – uno di loro oggi è un “modello” richiesto da tutti i fotografi che qui si cimentano – e oggi di gatti Maine Coon, un’attrazione di Villa Paradeisos che ospita un allevamento tra i più famosi al mondo – con due esemplari che nella loro categoria, sono World Champions!

Il Parco è un luogo sacro per i suoi proprietari che vi onorano la Natura Divina: la vita vi pulsa smagliante, seguendo il ciclo eterno del sole e delle stagioni, offrendo agli ospiti, in ogni momento, uno spettacolo che non ha uguali.

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UN PARCO CHE ACCOMUNA LE CULTURE

Gli attuali proprietari, che avevano vissuto prima a Parigi e poi a Milano, e che cercavano soprattutto un giardino e poi una casa, si innamorarono di questo luogo proprio per il Parco (anche se da molti anni era stato un po’ trascurato)  e chiamarono la Villa, Paradeisos, che in indoeuropeo significa Giardino.

Il Parco, dicono Sumiyo e Franco, non è un ornamento, è in primo luogo un essere vivente: “Pensiamo un po’, ciascuna pianta fiorisce per poche settimane l’anno, alcune addirittura per pochi giorni: in quel momento ecco improvvisa una meravigliosa esplosione di vita, un trionfo di colori e di profumi, stupore e meraviglia, incanto ed estasi per tutti noi umani che ne siamo testimoni.

Noi siamo avvinghiati dai riti e dagli impegni quotidiani, ma quando riusciamo per qualche momento a osservare e a vivere insieme alla natura, sentendoci parte di essa, riusciamo ad elevare il nostro spirito, a farci ispirare dalla bellezza e dalla vita, in un modo che nè letture nè media possono sostituire.

Il popolo giapponese, unico al mondo, nella settimana della fioritura dei ciliegi, si ferma interamente – chiudono le scuole e i negozi, le fabbriche e gli uffici – per contemplare questo spettacolo clamoroso di vita e di bellezza. Anziani e bambini, famiglie e amici, si raccolgono nei parchi delle città, nei giardini pubblici e privati, lungo le strade affiancate dalle sakura in fiore, per godere estatici di uno spettacolo di colori, profumi, energia vitale, luce e splendore, che ha pochi eguali al mondo”.

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MONUMENTI ARBOREI E MOMENTI MAGICI

Il Cedro del Libano (cedrus Atlantica) di Villa Paradeisos è la pianta più famosa di tutto il Parco, una delle più belle di tutta la zona. Per il bibliofilo ora proprietario della Villa, ha un significato particolare. Plinio infatti  riferisce che gli antichi solevano ungere con olio di cedro i libri più preziosi al fine di conservarli per secoli: per questo motivo si definivano ‘degni di Cedro’, cioè immortali quei libri considerati rari e utili per l’intero genere umano.

Per tutti i visitatori, il vigore di questo monumento arboreo, il perfetto stato di salute dopo diversi secoli, l’intrico svettante dei rami, i torciglioni armoniosi e affascinanti come le spire del Laocoonte, il perimetro enorme alla base, la possanza e anche la flessibilità con cui si piega ai venti più forti e maliziosi, la grazia con la quale sostiene le nevicate più fitte, l’ospitalità che dà agli uccelli e agli scoiattoli, l’ombra fresca che diffonde nei momenti più caldi dell’estate, il verde scuro delle fronde e il corrusco sfolgorare del tronco sotto le lamine del sole del tramonto – rappresentano un portento vegetale, un’opera d’arte della natura che non cessa mai di stupire.

Le Sequoie di fronte all'ingresso monumentale della villa e allo stemma nobiliare, fanno quasi le veci dei più valenti Samurai che gli antichi signori giapponesi mettevano a guardia e a protezione delle loro dimore. Sono i più alti alberi del Colle Campigli e quelli che più ricordano – coi loro tronchi dalla meravigliosa corteccia e dal volume impressionante, con i loro lunghissimi rami spioventi, con la loro resistenza al fuoco e a tutti i parassiti, con la loro capacità di farsi da soli la manutenzione sfoggiando al contempo le nuove chiome e quelle che rinsecchite decadono – lontani continenti e paesaggi agli antipodi del mondo.

Il parco di Villa Paradeisos ospita diverse decine di Palme, alcune altissime a gruppi svettanti come piccole vele al soffio di ogni brezza, altre più umili, ma sempre sempreverdi, fortissime nel sopportare ogni assalto, luccicanti sotto la pioggia e protettrici da ogni calura. Tutto il parco viene assalito – complici i merli fecondanti – da queste battagliere rappresentanti del mondo vegetale, palme proliferanti in ogni luogo e in ogni momento: qui si insinuano nel bel mezzo di una grande azalea, là si collocano sotto la protezione della grande sequoia, là ancora spingono di fianco il cipresso svettante, a irradiare tepali, sepaloidi, stami e spadice, scioinando un profluvio di fiori riuniti a spiga e a pannocchia. Ma non siamo in un giardino tropicale, siamo a Villa Paradeisos, ancora una volta artefice della coesistenza armoniosa di luoghi e culture diverse nella Natura Divina che tutte le comprende.

Wistaria, il glicine avvolgente: le diverse specie di glicine che oggi abbracciano tutta la Villa, vennero piantate quasi un secolo fa, i tronchi leggeri più volte si sono attorcigliati attorno ai muri, sono saliti al primo piano, ai balconi e alle terrazze, hanno fatto casa nella casa, e adesso sono una ragnatela inconfondibile che avvolge Villa Paradeisos come una bomboniera, un oggetto prezioso metà manufatto dell’uomo e metà generato dalla Natura. Alla fioritura, Villa paradeisos viene come sollevata in una nuvola viola-bianca-azzurrina, che la rende simile a un miraggio, un sogno, una poesia.

La wistaria è anche fiore ornamentale primario nella cultura giapponese, ci ricorda il primo romanzo nella letteratura mondiale  – due secoli prima di Dante –  ancora ammirato come il capolavoro assoluto della Letteratura Giapponese.  Il racconto del Principe Genji  venne scritto da una Dama di Corte appartenente alla Famiglia Imperiale, Murasaki Shikibu, che racconta con eccelsa raffinatezza un mondo coltissimo, di sentimenti e di avvenimenti sospesi tra sogno e realtà, in cui lo spirito giapponese si identifica con insuperata maestria. Lo sterminato racconto-poema è stato oggetto nei secoli di innumerevoli rappresentazioni artistiche, e ancor oggi le edizioni manga in decine di volumi sono un best seller assoluto per adulti e bambini di tutto il Giappone.